Il Ritorno di un Gigante: La Produzione della Farina di Grano Senatore Cappelli
Ecco un articolo sulla produzione della farina di grano Senatore Cappelli, ideale per un blog o una rivista gastronomica:
Il Ritorno di un Gigante: La Produzione della Farina di Grano Senatore Cappelli

In un mondo in cui la produzione agricola è spesso dominata da varietà ibride e intensive, il grano Senatore Cappelli emerge come un fiero custode della tradizione. Questo antico grano duro, dal nome evocativo e dalla storia affascinante, sta vivendo una vera e propria rinascita, conquistando chef, panificatori e consumatori attenti alla qualità e all’autenticità. Ma qual è il percorso che trasforma le sue maestose spighe in una farina così apprezzata?
Immergiamoci nel racconto di un grano che è molto più di un semplice ingrediente: è un simbolo di resilienza, sapore e un legame profondo con la terra.
Senatore Cappelli: Un Patrimonio Agricolo Italiano
Il grano Senatore Cappelli non è un grano come gli altri. Si tratta di una varietà antica di grano duro (non tenero, come molti credono erroneamente), creata all’inizio del ‘900 dal genetista Nazareno Strampelli e dedicata al senatore Raffaele Cappelli, che promosse la riforma agraria che portò alla selezione di questa specie. Fu il grano più coltivato in Italia fino agli anni ’60, prima di essere soppiantato da varietà più produttive e meno “alte” (e quindi meno soggette all’allettamento, ovvero il piegarsi delle spighe a terra).
Le sue caratteristiche distintive sono l’altezza elevata (può superare i 180 cm), che gli ha valso il soprannome di “gigante gentile”, e una notevole capacità di adattamento ai terreni marginali, resistendo bene alla siccità e necessitando di poche cure.
La Coltivazione: Un Atto di Rispetto per la Terra
La coltivazione del Senatore Cappelli è intrinsecamente legata a pratiche agricole sostenibili, spesso biologiche. La sua natura rustica e la sua resistenza naturale lo rendono ideale per un’agricoltura a basso impatto ambientale:
- Terreno e Semina: Predilige terreni argillosi e ben drenati, tipici del Sud Italia, in particolare della Puglia e della Basilicata, ma si adatta anche ad altre regioni. La semina avviene solitamente in autunno.
- Crescita e Resa: Le sue alte spighe tendono a “soffocare” le erbe infestanti, riducendo la necessità di diserbanti. Richiede pochissimi fertilizzanti e si nutre in modo efficiente delle sostanze presenti nel terreno. La resa per ettaro è inferiore rispetto ai grani moderni, ma questa “minore produttività” è compensata dalla sua superiore qualità nutrizionale e organolettica.
- Raccolta: La mietitura avviene in estate, quando le spighe sono mature e i chicchi duri e dorati.
La sua coltivazione è un vero e proprio atto di rispetto per la terra, che permette di preservare la biodiversità e di ottenere un prodotto genuino.

Dal Chicco alla Farina: La Macinazione a Pietra
Una volta raccolto, il grano Senatore Cappelli viene essiccato e pulito. Il passaggio cruciale che lo trasforma in farina è la macinazione. Per preservarne al meglio le qualità, si predilige la macinazione a pietra:
- Processo Lento: A differenza della macinazione a cilindri, che è più rapida e genera calore, la macinazione a pietra è lenta e delicata. Le macine di pietra sminuzzano il chicco senza surriscaldarlo eccessivamente.
- Preservazione Integrale: Questo metodo permette di conservare gran parte del germe del grano e della crusca, le parti più ricche di nutrienti (vitamine, minerali, fibre). La farina che ne deriva è quindi quasi sempre una semola rimacinata o una farina integrale (nel caso del grano duro, si parla più propriamente di semola).
- Colore e Texture: La farina di Senatore Cappelli macinata a pietra ha un colore ambrato, quasi dorato, e una texture leggermente più grossolana rispetto alle farine raffinate. Il suo profumo è intenso, con note che ricordano la nocciola e il tostato.
La macinazione a pietra è un processo antico che rispetta la materia prima, esaltandone il sapore e le proprietà nutrizionali.

Caratteristiche e Usi in Cucina
La farina di grano Senatore Cappelli, grazie alle sue proprietà, è estremamente versatile in cucina:
- Sapore Intenso: Il suo gusto è robusto, deciso, con un retrogusto leggermente dolce che la distingue dalle farine più comuni.
- Contenuto di Glutine: Sebbene sia un grano duro, il Senatore Cappelli ha un contenuto di glutine più basso rispetto ai grani moderni e una struttura glutinica meno tenace e più facilmente digeribile. Questo la rende interessante per chi cerca prodotti meno “aggressivi” per l’intestino, pur non essendo adatta per i celiaci.
- Ricca di Nutrienti: È un’ottima fonte di proteine (spesso superiori al 13-14%), fibre, vitamine del gruppo B e minerali come il magnesio, il fosforo e il potassio.
La sua consistenza e il suo sapore la rendono ideale per:
- Pasta Fresca: È perfetta per preparare paste fatte in casa, come orecchiette, cavatelli, o tagliatelle, che risulteranno corpose e saporite.
- Pane e Pizza: Conferisce a pane e pizza una crosta croccante, una mollica profumata e un sapore unico. Spesso si usa miscelata con farine di grano tenero per migliorare la lievitazione.
- Prodotti da Forno: Ottima anche per biscotti, torte rustiche e grissini, a cui dona un carattere autentico.

Un Futuro Radicato nel Passato
La riscoperta del grano Senatore Cappelli non è una semplice moda, ma una scelta consapevole verso un’alimentazione più sana e sostenibile. Scegliere prodotti a base di questa farina significa sostenere un’agricoltura più rispettosa dei tempi della natura e riscoprire sapori autentici che hanno nutrito intere generazioni.
Il Senatore Cappelli non è solo un grano; è un pezzo della nostra storia agricola e gastronomica che continua a vivere e a deliziarci con la sua inconfondibile essenza. Hai mai provato la farina Senatore Cappelli nelle tue ricette? Condividi la tua esperienza nei commenti!
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